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“La verità del ghiaccio”
Settembre 16, 2006, 9:16 pm
Archiviato in: Recensione libri

La verità del ghiaccio- Dan Brown-Edizioni MondadoriGeneralmente non è mia abitudine leggere gli autori che definisco “del momento” come a mia opinione possa essere attualmente Dan Brown, ma dato che mi è stato prestato un suo libro, l’ho fatto, anche se prevenuta. Premetto che non ho letto “Il codice Da Vinci” ma vista l’impressione che mi ha fatto “La verità del ghiaccio”, credo che lo farò.
Purtroppo ho un’altra abitudine: quando un libro mi colpisce particolarmente, leggo tutti quelli scritti dall’autore, anche se trattano di generi differenti.

“La verità del ghiaccio” mi è piaciuto per un motivo molto semplice: l’ho trovato avvincente e coinvolgente. Lo classifico nel genere fanta-politico ma è solo la mia opinione.

Il motivo portante del libro sono i colpi di scena che percorrono la sfida all’elezione a Presidente degli stati Uniti d’America fra il Presidente uscente e il solito senatore Americano pieno di sè, con la banale storia di sesso da nascondere e l’unica figlia che lavora per la concorrenza con la quale i rapporti sono pressochè zero.
Il tutto potrebbe non sembrare innovativo.
Invece i colpi di scena si susseguono con un ritmo incalzante: dapprima sembra che l’uno abbia la vittoria in pugno per poi scoprire quanto sia vero il contrario. Nel mentre, la coprotagonista, vive la sua vita lavorativa (già particolare) che la porta ad essere strumentalizzata da colui che credeva irreprensibile, a rischiare più volta la propria vita e quella di colui che le cambierà l’esistenza.

Quando ho letto la prima pagina, mi sono domandata cosa c’entrasse con tutto il libro. C’entra eccome, tutto si ricollega perfettamente nel puzzle dell’autore. Forse gli argomenti trattati potranno sembrare triti e ritriti (elezione del presidente, la vita nello spazio, intrighi politici, enti nazionali poco puliti e chi più ne ha più ne metta) ma a me è piaciuto: il ritmo è incalzante e la voglia di sapere come andrà a finire è tale che si potrebbe leggere tutto d’un fiato.

Se poi anche una minima parte di quello che si legge corrispondesse a verità… Mah! Chiara.


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